Ecco cosa contiene e le azioni possibili. Come riportato da “Il Sole 24 Ore”, è partita la “fase due” dei controlli del Fisco sui proprietari di immobili riqualificati con il Superbonus che non hanno presentato la dichiarazione di aggiornamento della rendita catastale. Dopo le prime 3.000 lettere inviate ai  proprietari di immobili senza rendita, ora ne stanno partendo altre 12.000 che riguardano immobili con rendita catastale molto bassa, per i quali sono state spese somme molto alte per i lavori.

Come sottolineato dal Portale EdilTecnico, è in programma l’invio di 20.000 lettere di compliance da qui al 31 dicembre 2026, 5.000 in più rispetto al 2025. Inoltre, stando a quanto riportato dal portale informazionefiscale.it , nel PIAO 2026-2028 è previsto l’invio di ulteriori 70.000 lettere di segnalazione nel prossimo triennio, per un totale di 130.000 immobili che andranno a finire sotto la lente del Fisco entro il 2028.

La struttura delle comunicazioni sarà quella prevista nel provvedimento del 7 febbraio scorso
dell’Agenzia delle Entrate. Le lettere saranno inviate per raccomanda o per PEC. Si potrà aderire
all’invito e regolarizzare facendo ricorso al ravvedimento operoso, oppure, se si ritiene di essere
in regola, comunicare le proprie osservazioni all’Agenzia inviando tutta la documentazione
necessaria per dimostrare di essere nel giusto.

Quando l’aggiornamento è obbligatorio

Come riferito anche dal portale Ingenio, le norme catastali stabiliscono l’obbligo di aggiornamento della rendita in tutti i casi in cui gli interventi di riqualificazione effettuati comportano un aumento del valore dell’immobile di almeno il 15% rispetto alla situazione ante lavori utilizzando la procedura DOCFA.

La comunicazione va effettuata entro 30 giorni dal termine dei lavori.  La lista dei lavori che fanno scattare l’incremento è contenuta nella circolare 10/T del 4 agosto 2005 dell’allora Agenzia del territorio, e di fatto questa ricomprende tutti gli interventi che consentono di avere il Superbonus.

I controlli previsti dalla legge di Bilancio 2025

Sulla base di queste norme con la legge di Bilancio 2025 è l’Agenzia delle entrate è stata chiamata a controllare, in relazione alle unità immobiliari oggetto di Superbonus, che sia stata presentata la dichiarazione di variazione catastale anche ai fini degli effetti sulla rendita dell’immobile. Le verifiche sono eseguite sulla base di liste selettive elaborate grazie a strumenti avanzati di analisi e interoperabilità delle banche dati.

Se dall’attività di controllo emerge che il contribuente non ha presentato la dichiarazione,
l’Agenzia può inviare un’apposita comunicazione per invitare il proprietario dell’appartamento a
mettersi in regola, ossia, appunto, una lettera di compliance, come quelle previste per altri casi di irregolarità.

L’invito a regolarizzare

Con queste lettere l’Agenzia delle entrate rende disponibili al contribuente le informazioni in suo
possesso, per una valutazione in ordine alla correttezza dei dati.
Ciò consente all’intestatario catastale di regolarizzare la sua posizione ovvero di fornire elementi, fatti e circostanze non conosciuti dall’Agenzia, sulla base dei quali non si rende obbligatoria la presentazione della dichiarazione nel caso di specie.

Il contenuto della lettera

Il provvedimento precisa che l’Agenzia invia la comunicazione al contribuente via PEC o con
raccomandata a/r. La stessa comunicazione è disponibile nel cassetto fiscale.

Le informazioni messe a disposizione nella lettera sono:

  • il codice fiscale, denominazione, cognome e nome del contribuente;
  • l’identificativo catastale dell’immobile indicato dal contribuente nella Comunicazione dell’opzione relativa ai lavori edilizi energetici, sismici, fotovoltaici o relativi alle colonnine di ricarica (articoli 119 e 121 del Dl n. 34/2020, come modificati dalla legge n. 234/2021);
  • l’invito a fornire chiarimenti e idonea documentazione attraverso l’apposito servizio disponibile sul sito dell’Agenzia “Consegna documenti e istanze”, nel caso in cui il contribuente rilevi un errore o intenda fornire dati ed elementi sconosciuti all’Agenzia. Possibile quindi mettersi in regola o contestare l’obbligo di aggiornamento della rendita.

Nuovi documenti o regolarizzazione

Come indicato nella lettera, infatti, il contribuente, anche mediante soggetti delegati, può
segnalare all’Agenzia eventuali elementi, fatti e circostanze non conosciuti inviando dei
documenti aggiuntivi. Oppure può regolarizzare le omissioni presentando la dichiarazione.

La procedura DOCFA calcola in automatico le sanzioni dovute in base al ravvedimento operoso.

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