Un nuovo Ecobonus al 65% potrebbe tornare nel 2027, insieme a un possibile rafforzamento degli incentivi per l’efficientamento energetico. Ma quali interventi saranno realmente agevolati? E quali saranno i requisiti?

Il sistema degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici potrebbe cambiare nuovamente nel 2027.

Tra le ipotesi attualmente allo studio per la prossima Legge di Bilancio c’è infatti il ritorno di una detrazione del 65% per alcuni interventi di efficientamento energetico, con particolare attenzione alle abitazioni principali.

Non si tratta però, al momento, di una misura già approvata.

Le anticipazioni emerse nel settembre 2026 delineano uno scenario nel quale il Governo potrebbe concentrare maggiormente le risorse sugli interventi capaci di produrre un effettivo e misurabile miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici.

Tra le tecnologie e gli interventi che potrebbero rientrare nel nuovo sistema di incentivi vengono indicati, tra gli altri:

  • isolamento termico dell’involucro;
  • sostituzione degli infissi;
  • pompe di calore;
  • sistemi ibridi;
  • solare termico;
  • schermature solari;
  • sistemi di building automation;
  • impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Il quadro definitivo dipenderà però dalla Legge di Bilancio 2027 e dagli eventuali provvedimenti attuativi.

In altre parole: il 65% oggi è un’ipotesi, non ancora un diritto acquisito.

Ecobonus 2027: perché si parla nuovamente del 65%?

La discussione nasce in un momento nel quale il sistema dei bonus edilizi è progressivamente passato da aliquote molto elevate a percentuali più contenute.

La Legge di Bilancio 2025 ha infatti ridisegnato il quadro delle principali detrazioni edilizie ed energetiche.

Per le spese sostenute nel 2026 e nel 2027, la normativa vigente prevede attualmente:

La misura più elevata è riconosciuta ai titolari di proprietà o di altro diritto reale che effettuano gli interventi sulla propria abitazione principale, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.

È proprio all’interno di questo quadro che si inserisce l’ipotesi di un nuovo Ecobonus al 65% nel 2027, pensato per rendere nuovamente più conveniente la riqualificazione energetica degli edifici.

Le anticipazioni pubblicate nel settembre 2026 indicano tuttavia che l’eventuale aliquota maggiorata potrebbe essere indirizzata soprattutto verso l’abitazione principale e verso interventi energeticamente più significativi.

Non è ancora il momento di parlare di un “Ecobonus 65% sicuro”

Questo è probabilmente l’aspetto più importante da chiarire.

Al momento non esiste una norma che abbia già introdotto il nuovo Ecobonus 65% per il 2027.

Sono in discussione diverse ipotesi e, prima dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, potranno cambiare:

  • percentuale della detrazione;
  • soggetti beneficiari;
  • tipologia degli immobili;
  • interventi agevolabili;
  • limiti di spesa;
  • requisiti energetici;
  • eventuali condizioni legate al reddito;
  • possibilità di cumulo con altri incentivi.

Per questo motivo, chi sta programmando oggi un intervento di efficientamento energetico non dovrebbe basare la propria decisione esclusivamente sull’eventuale ritorno del 65%.

La progettazione deve partire dall’edificio, dai suoi consumi e dalle sue reali criticità energetiche; l’incentivo viene dopo.

Il possibile cambio di approccio: incentivare il risultato energetico

Una delle tendenze più interessanti che emergono dal dibattito europeo riguarda il passaggio da una logica basata sul singolo intervento a una logica maggiormente orientata alla prestazione energetica complessiva dell’edificio.

Il concetto di “ristrutturazione media” utilizzato a livello europeo è associato a un miglioramento significativo delle prestazioni energetiche, con un riferimento al risparmio di almeno il 30% dell’energia primaria.

La “ristrutturazione profonda”, invece, identifica interventi molto più radicali, capaci di trasformare l’edificio secondo standard energetici particolarmente elevati, fino al concetto di edificio a energia quasi zero (NZEB), secondo le definizioni europee.

Questo non significa che dal 2027 ogni intervento incentivato dovrà necessariamente raggiungere il 30% di risparmio.

Significa piuttosto che il parametro del risultato energetico sta assumendo un’importanza sempre maggiore nelle politiche europee di sostegno alla riqualificazione degli edifici.

Ed è una direzione che potrebbe influenzare anche i futuri incentivi italiani.

Fotovoltaico, accumulo e pompe di calore: un sistema integrato

La riqualificazione energetica del futuro difficilmente potrà essere considerata come una semplice sommatoria di interventi indipendenti.

Un edificio efficiente può essere progettato mettendo in relazione:


involucro + impianti + produzione da fonti rinnovabili + accumulo + gestione intelligente dei consumi.

Per esempio, un intervento potrebbe comprendere:

  • isolamento delle pareti e della copertura;
  • sostituzione degli infissi;
  • pompa di calore ad alta efficienza;
  • impianto fotovoltaico;
  • sistema di accumulo;
  • gestione intelligente dei carichi;
  • sistemi di schermatura solare;
  • wallbox per la ricarica dell’auto elettrica.

L’obiettivo non è semplicemente “ottenere il bonus”, ma ridurre il fabbisogno energetico dell’edificio e aumentare la quota di energia prodotta e utilizzata direttamente.

Fotovoltaico e accumulo: attenzione a non confondere gli incentivi

Un punto che merita particolare attenzione è il rapporto tra fotovoltaico, accumulo e sistemi di incentivazione.

Il Conto Termico 3.0, oggi disciplinato dal DM 7 agosto 2025, ha introdotto un quadro più ampio rispetto al passato e prevede specifiche condizioni per l’incentivazione del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo.

Per i soggetti privati, il GSE specifica che fotovoltaico e accumulo sono incentivabili nell’ambito previsto dal Conto Termico 3.0 quando realizzati congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente con un sistema dotato di pompa di calore elettrica e nel rispetto delle condizioni previste dal decreto.

Questo è un elemento importante perché dimostra come la direzione degli incentivi sia sempre più orientata verso sistemi energetici integrati, anziché verso singole tecnologie considerate isolatamente.

Il Conto Termico come possibile alternativa alle detrazioni

Accanto all’ipotesi di un nuovo Ecobonus, esiste un’altra strada: rafforzare ulteriormente il meccanismo del Conto Termico.

La differenza è sostanziale.

Con una detrazione fiscale il beneficio viene normalmente recuperato attraverso la dichiarazione dei redditi negli anni previsti dalla normativa.

Il Conto Termico, invece, funziona attraverso un incentivo economico riconosciuto dal GSE, secondo le modalità e i massimali previsti dalla disciplina vigente.

Questo meccanismo può risultare particolarmente interessante perché non dipende dalla capienza fiscale del beneficiario nello stesso modo di una detrazione IRPEF.

Il Conto Termico 3.0 prevede inoltre specifiche modalità di accesso, prenotazione e gestione dell’incentivo e, in determinati casi, consente di utilizzare soggetti come ESCO o altri soggetti responsabili secondo le regole previste dal decreto.

È quindi possibile che il dibattito sul futuro degli incentivi non riguardi soltanto la domanda:

“Ecobonus al 65% sì o no?”

ma anche una questione più ampia:

“È più efficace incentivare l’investimento attraverso una detrazione fiscale oppure attraverso un contributo diretto?”

Quali interventi potrebbero essere interessati dal nuovo Ecobonus?

Se le ipotesi attualmente circolate dovessero essere confermate, tra gli interventi che potrebbero rientrare nel nuovo sistema di incentivazione figurano:

✔ Isolamento dell’involucro

Cappotti termici, coibentazione delle coperture e degli elementi disperdenti possono contribuire a ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento e il raffrescamento.

✔ Sostituzione degli infissi

La sostituzione dei serramenti potrebbe tornare a essere incentivata con un’aliquota maggiorata, ma è ancora da chiarire se e quali condizioni energetiche saranno richieste.

✔ Pompe di calore

La sostituzione dei generatori tradizionali con sistemi a pompa di calore rappresenta uno degli interventi centrali nella strategia di elettrificazione dei consumi energetici.

✔ Solare termico e fotovoltaico

La produzione di energia da fonte rinnovabile potrebbe assumere un ruolo sempre più importante, soprattutto quando integrata con sistemi efficienti di climatizzazione e accumulo.

✔ Schermature solari

Pergole, tende tecniche e altri sistemi di protezione dall’irraggiamento possono contribuire a limitare il surriscaldamento estivo e quindi il fabbisogno energetico per il raffrescamento.

✔ Building automation

La gestione intelligente degli impianti può consentire di ottimizzare il funzionamento di riscaldamento, raffrescamento, ventilazione e altri carichi elettrici in funzione delle reali esigenze dell’edificio.

L’elenco definitivo, tuttavia, dovrà essere stabilito dalla normativa 2027.

E per chi vuole intervenire soltanto sugli infissi?

Questo è uno dei punti sui quali sarà particolarmente interessante capire come verrà costruita la futura disciplina.
La sostituzione dei serramenti è certamente un intervento capace di migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio, ma un sistema di incentivi sempre più orientato al risultato potrebbe privilegiare interventi inseriti all’interno di una strategia energetica complessiva.

Non è quindi corretto affermare oggi che “gli infissi saranno esclusi dal 65%”.

Al contrario, le anticipazioni disponibili indicano proprio gli infissi tra gli interventi considerati nell’ipotesi di nuovo Ecobonus.

Ciò che ancora non conosciamo sono le condizioni tecniche ed economiche necessarie per ottenere l’eventuale aliquota maggiorata.

Cosa cambia per chi deve ristrutturare casa?

Per chi sta pensando oggi a una riqualificazione energetica, il consiglio è di non aspettare necessariamente la definizione dell’incentivo. Un progetto energetico ben impostato dovrebbe partire da una valutazione dell’edificio:

  1. stato dell’involucro;
  2. prestazioni degli infissi;
  3. impianto di climatizzazione esistente;
  4. fabbisogno energetico;
  5. possibilità di installare fotovoltaico;
  6. eventuale necessità di accumulo;
  7. sistemi di gestione intelligente;
  8. costi dell’intervento;
  9. risparmio energetico atteso;
  10. incentivi disponibili al momento della realizzazione.

In questo modo è possibile confrontare più scenari e valutare non soltanto quanto costa l’intervento, ma soprattutto quanto consente di risparmiare nel tempo.

2027: verso incentivi più selettivi?

La direzione europea sembra sempre più orientata verso interventi capaci di produrre risultati energetici concreti e verificabili.

Le definizioni europee di ristrutturazione “media” e “profonda” rappresentano già un riferimento importante: la prima è collegata a un significativo risparmio di energia primaria, mentre la seconda identifica una trasformazione energetica molto più radicale dell’edificio.

Per l’Italia, il passaggio potrebbe quindi essere quello da una semplice logica:

“Quale intervento posso detrarre?”

a una logica più evoluta:

“Quale combinazione di interventi permette di migliorare realmente le prestazioni
dell’edificio?”

È una differenza importante, soprattutto per chi sta progettando una ristrutturazione di medio-lungo periodo.

Ecobonus 65% 2027: cosa sappiamo oggi

A settembre 2026, il quadro può essere riassunto così:

Il punto fondamentale è quindi distinguere le norme oggi vigenti dalle anticipazioni sulla Legge di
Bilancio 2027.

Studio di Architettura ReSet: progettare prima di scegliere l’incentivo

Gli incentivi cambiano. Un edificio, invece, resta.

Per questo noi dello Studio di Architettura ReSet riteniamo che la progettazione di un intervento di riqualificazione energetica debba partire dalle caratteristiche reali dell’immobile, e non dal bonus del momento.

Analizzare involucro, impianti, orientamento, consumi, produzione da fonti rinnovabili e possibilità di integrazione tecnologica permette di costruire una strategia energetica coerente e verificare, di volta in volta, quale incentivo sia realmente applicabile.

Il possibile ritorno dell’Ecobonus al 65% nel 2027 rappresenta quindi un’opportunità interessante, ma prima di prendere decisioni è necessario attendere il testo definitivo della normativa.

Se stai pensando di ristrutturare casa, sostituire gli infissi, installare una pompa di calore o realizzare un impianto fotovoltaico, lo Studio di Architettura ReSet può aiutarti a valutare l’intervento nel suo complesso, confrontando soluzioni progettuali, prestazioni energetiche, costi e incentivi disponibili.

EMANUELE RENZETTI Architetto
Ogni progetto nasce dall’equilibrio tra necessità, tecnica e visione.

Fonti e riferimenti

  • Normattiva, Legge 30 dicembre 2024, n. 207 – Legge di Bilancio 2025, disposizioni in materia di detrazioni per interventi di efficienza energetica e ristrutturazione edilizia;
  • GSE – Gestore dei Servizi Energetici, documentazione e FAQ relative al Conto Termico 3.0, con particolare riferimento agli interventi di fotovoltaico, sistemi di accumulo e pompe di calore;
  • Unione Europea – EUR-Lex, Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD);
  • ANSA, “Il Governo studia nuovo ecobonus al 65% per infissi e condizionatori”, 13 settembre 2026;
  • Edilportale, “Bonus casa, torna l’ipotesi del 65% per gli interventi energetici”, 14 settembre 2026.

Le informazioni contenute nell’articolo hanno carattere divulgativo e non costituiscono consulenza fiscale. L’applicabilità delle singole agevolazioni deve essere verificata in relazione alle caratteristiche dell’immobile, alla tipologia degli interventi, alla normativa vigente e alla posizione fiscale del contribuente.


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